Interferenze

“Walk in the mashup side!"

Invito a Condividere | Autunno-Inverno 2017

Il Crudo e il Cotto

Chi ricorda Claude Lévi-Strauss?

A parte chi sta dando esami di Antropologia Culturale e i relativi docenti, ovviamente, credo non siano tantissimi e meno ancora quelli che hanno parlato di lui negli ultimi tempi.

Eppure per la nostra cultura ha significato tantissimo, così tanto che parlarne ci porterebbe troppo lontano. Dico solo che in quegli anni andava per la maggiore il cosiddetto Strutturalismo, una corrente di pensiero derivata dallo studioso del linguaggio De Saussure e che ha ispirato un po’ tutti gli intellettuali, soprattutto francesi e soprattutto nel ventennio ’50-’70. Poi è stata la volta dell’epistemologia cibernetica e dei processi sistemici e, come sempre capita, si buttò via il bambino con l’acqua sporca.

Eppure soprattutto gli strutturalisti e marcatamente Lévi-Strauss seppero più di ogni altro ribaltare gli schemi e fare guardare alle cose che credevamo immutabili con occhi diversi senza andare in lontani pianeti, ma solo in Tristi Tropici, prima e negli interstizi delle boom town, delle periferie metropolitane o fra nelle enclavi delle appartenne tribali giovanili o razziali.

Uno di quegli sguardi diversi è quello del volume che apre la quadrilogia delle Mythologiques, il libro Il crudo e il cotto da cui abbiamo preso spunto per avviare questa stagione di riflessioni.

Andiamo a ricercare in contorsionismi intellettuali o in raffinate quanto spesso irrilevanti tecnologie lo Zenith delle ambizioni umane mentre ci sfugge la genialità di eventi che hanno creato la nostra stessa essenza solo perché, lungi dall’essere stati del tutto compresi, fanno parte della nostra frustrantemente irrisolta quotidianità.

La nota espressione di Feuerbach per il quale siamo ciò che mangiamo è diventata biunivoca:

Ciò che siamo e diveniamo si esprime in cosa e come mangiamo, e diveniamo in base alle nostre abitudini ed espressioni alimentari al punto che i gruppi sociali si stanno distinguendo in ragione delle loro credenze e dei relativi valori alimentari.

Una filosofia quotidiana

Abbiamo scelto di lanciare questo invito a riflettere proprio da qui, dalle vostre cucine e dai vostri tavoli da pranzo; dai programmi televisivi di cuochi e scandali delle industrie alimentari; dal rumine di ognuno, vero calderone alchemico della ricerca dell’Oro Filosofale; dal lontano e dal vicino; dall’irruzione nel tanto bistrattato quotidiano; dalle anoressie e dalle bulimie…

Un invito a occuparvi di quello che non richiede alcun investimento intellettuale, avendocelo in bocca tutti i giorni, per dimostrare che a volte può essere più impegnativo e divellente sviscerare il semplice che spingersi nell’apparentemente inedito.

Dal Crudo al Cotto per ritornare al Crudo.

Dal morire di fame a quello di eccessi alimentari.

Dal massacro da dipendenza mono-alimentare (la peste delle patate tra Irlanda e Scozia), al sovra affollamento umano in cerca di abbondanza come causa di estinzione.

Una storia che passa per i sensi: il gusto e l’olfatto, ma non certo di meno la vista e fin anco l’udito.

Il crudo naturale, il cotto culturale e il post-crudo della natura ideologizzata.

Una storia che fa parte di ognuno di noi, ed è per questo che ci aspettiamo questa volta molti vostri contributi.

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