PICCOLA CRONACA DI UNA INIZIATIVA ESEMPLARE

Nella giornata del 19 ottobre 2018, presso il Dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova, si è tenuto un convegno organizzato dal Science of Consciousness Research Group, un gruppo di studio animato da docenti dell’università di Padova, tra i quali spiccano figure come Enrico Facco, anestesiologo, e Patrizio Tressoldi, ricercatore presso il dipartimento di Psicologia della già citata università.

Molto intrigante il tema trattato, ossia, le “Esperienze non ordinarie di coscienza: espressioni su chi siamo realmente”. Con tali premesse era difficile non cedere alla tentazione di recarsi sul posto per assistere all’evento e, ad onor del vero, le aspettative dello scrivente, sono state ampiamente soddisfatte.

Il pubblico non solo era numeroso ma anche particolarmente qualificato e il prof. Tressoldi si  è dimostrato uno splendido moderatore/animatore, in grado di coinvolgere, guidare e calibrare i toni e gli umori messi in campo durante le fasi di dibattito.

Il prof. Facco, squisito relatore, ha introdotto magistralmente il problema degli stati alterati di coscienza in rapporto allo scivoloso e controverso concetto di realtà. Inoltre, ha sollevato le criticità di certe indagini  scientifiche, inclini ad assimilare certi stati mentali, erroneamente considerati anomali, a stati patologici. Su tali linee argomentative, in alternativa all’espressione stati alterati di coscienza, ha optato per l’acronimo NOME ossia: Non Ordinary Mental Expression.

A causa di impegni imprevisti, la relatrice Ines Testoni (professoressa associata al Dipartimento di Filosofia dell’università di Padova e ricercatrice impegnata negli studi sulla morte e sul morire )ha anticipato il suo intervento in scaletta, presentando un lavoro condotto da un competente terzetto di studiosi impegnati sui fenomeni di possessione.

A precedere la relazione sui fenomeni di possessione, ha preso la parola Gastone Zanette, responsabile del servizio di Anestesiologia presso la Clinica Odontoiatrica dell’università di Padova. Il suo contributo, tra antropologia, etnopsichiatria ed etnobotanica ha illustrato il valore e l’apporto delle cosiddette piante maestro nelle diverse culture e nelle varie epoche, sottolineando l’importanza e la diffusione delle medicine tradizionali e/o alternative.

Il convegno è continuato con l’esposizione della ricerca su possessione ed esorcismo condotta dal ricercatore Alex Vischio affiancato da due valenti frati francescani, Paolo Fioretta, psicologo, e Mario Mingardi, esorcista. Da rimarcare, in questo intervento, la garbata pacatezza dei relatori nell’esporre tematiche a volte inquietanti e non prive di una certa drammaticità. I contenuti sono stati espressi senza piglio dogmatico come qualcuno avrebbe temuto, né sensazionalistiche concessioni a suggestioni da film horror.

Dopo la pausa pranzo, l’evento ha proseguito con Simone Bianco, ricercatore impegnato negli studi sulle esperienze di pre-morte (NDE) e sui risultati delle indagini compiute da Luciano Pederzoli, Ingegnere, e il prof. Tressoldi,  nel campo delle cosiddette esperienze fuori dal corpo (OBE) e i fenomeni di canalizzazione da parte di medium.

Sempre in ambito di ricerca sulla medianità, il ricercatore Fernando Sinesio ha esposto alcuni suoi lavori, descrivendo i test utilizzati per verificare le reali capacità dei presunti medium.

L’intervento di Gloria Baracco, psicoterapeuta, impegnata nell’accompagnamento dei malati terminali e nell’aiuto verso i famigliari nella difficile gestione del lutto, ha concluso la sequenza delle esposizioni.

L’impressione generale riguardo al convegno, è stata decisamente positiva. La tavola rotonda che ha chiuso la manifestazione è stata animata, intelligente e appassionata. Non è semplice impostare un discorso scientifico su temi così complessi e scomodi, senza il rischio di scadere in frivolezze newage o in riduzionismi positivisti fuori stagione.

La morte, il dolore, il senso dell’esistenza, il concetto di Realtà, sono temi che non smettono di interrogarci e di farci venire al dunque con noi stessi. Cosa possono rappresentare, per noi moderni, certe manifestazioni? Come leggerle e come poterle utilizzare? Possono davvero curare dal male di vivere?

Per sperare di poter rispondere, occorre andare più a fondo, superare i  vecchi paradigmi. Sono scelte temerarie; rivedere certi approcci epistemologici può implicare la fine di un mondo, ossia la messa in discussione di certi modelli di società. Intanto, in attesa di nuove iniziative analoghe come valore e come impatto, mi permetto di augurare al team di Science of Consciousness una lunga vita, all’insegna della ricerca libera, appassionata e creativa.

By Oscar Maganza

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