Così, iniziando come chierichetto in sagrestia, con adeguata lentezza salì tutte le scale che lo portarono ad essere sacerdote prima e priore poi della scienza della mente. Come ultimo arrivato volendo essere originale a tutti i costi per dimostrare la sua valentìa, si mise in testa di creare un approccio alla terapia diverso da quelli tradizionali; e fin qui niente di male: devono esserci delle spinte all’innovamento sennò l’essere umano potrebbe intellettivamente regredire o spegnersi. L’errore fu semmai quello di disprezzare sminuendo o trattando spocchiosamente gli altri appartenenti alla congrega più vecchi o più esperti di lui o le loro consolidate idee. In questo modo venne sempre meno considerato dalla comunità scientifica fino ad essere posto ai bordi del sistema. Questo ostracismo lo onorò consolidando il già radicato egocentrismo e trasformandolo in sacerdote di se stesso.

Il suo mantra fondamentale era che la realtà non esiste ma esistono i modi di vederla e ciascuno ha i suoi. A parte il fatto che come concetto non era molto originale avendolo già intuito ed in parte esplicato Eraclito, gli Stoici, Platone ad occidente e, nel IV secolo A.C. la filosofia buddista ad oriente, egli era convinto di essere il “new man”, l’inventore di un concetto rivoluzionario. Ed a nulla valsero i richiami alla prudenza dei suoi amici i quali, facendogli osservare le montagne rocciose in lontananza, sostenevano che quella realtà esisteva, era vecchia quanto il mondo e non poteva essere solo una rappresentazione o una interpretazione di esso.

Ma come tutti i megalomani, gli ossessivi o semplicemente gli innamorati che vedono solo ciò che veramente vogliono vedere, ovviamente egli non smosse di un millimetro le sue convinzioni.

Nemmeno quando un giorno, rincasando a piedi, non si accorse di essere seguito da un malintenzionato che, approfittando di un angolo buio in un portone, lo spinse dentro per rapinarlo.

“Fermo -disse al ladro- qualunque cosa tu faccia non esiste per quella che è ma per come la vedi!”

E cercando di soggiogarlo con l’ipnosi, “A ME GLI OCCHI!” gli disse.

“A ME IL PORTAFOGLI!!!” gli rispose il ceffo.

Succedono cose strane nel corso di una vita. La rottura dello schema indotto dal contro-comando del malvivente lo lasciò interdetto.Tale non-reazione venne interpretata come un rifiuto di cedere il denaro ed ebbe come conseguenza una gragnuola di bastonate che si abbatté come una grandinata improvvisa sulla lucida pelata fino a lasciarlo seduto tramortito in terra mentre scampanii festosi si alternavano a cinguettii pedanti nella sua testa.

Quando si risvegliò del tutto al Pronto Soccorso tastandosi i bozzi bluastri e dolenti che gli ornavano la zucca, si consolò ancora pensando che quella poteva anche non essere una situazione reale…

 

continua

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