“Come stai?”

Spesse volte per un bisogno caritatevole verso gli altri lo chiediamo spesso.

È un modo di condividere, di interessarsi all’altra persona, di essere solidali.

Ma quante volte lo siamo veramente. Quante volte è solo un ritornello, un’eco o una distorsione professionale.

E ancora.

Siamo sempre certi che le persone abbiano bisogno del nostro aiuto.

Oppure sfruttano il nostro pietismo o buon cuore per manipolarci, per sfruttarci.

Talvolta dobbiamo isolarci dal mondo per prenderci una pausa, per riflettere; ed abbiamo un maggior bisogno di silenzi che di parole.

“Come stai?”

“E come vuoi che stia?”

Si percepisce nell’aria un periodo oscuro, dove il Gran Calcolatore lavora in cantina sempre più con l’inganno, mescolando il vero con il falso e facendo apparire per vero ciò che vero non è. La manipolazione è all’ordine del giorno con l’ipocrisia delle parole e dei concetti, dove chi sa di aver torto grida forte ed è riconosciuto, mentre il giusto viene zittito. E quando il Mentitore si insinua fra il potere politico, economico e religioso e le omelie diventano comizi e Dio un sindacalista, allora il dramma decadente si è compiuto.

“Come stai?”

“…di qua dal cielo e pertanto…dura finché dura questa eternità.”

Sono appeso alla mia consapevolezza di nonno, dei miei limiti e delle mie possibilità; sono vittima delle manipolazioni del mondo, ma mi tengo stretto almeno il beneficio del dubbio. E mi tengo stretti i miei sogni e le mie speranze anche se sono consapevole che:

“…sono sabbie mobili le terre di speranza, ma non c’è strada migliore…”.

Però posso ancora guardare il cielo e le stelle e lasciare che i sogni facciano straccio  dei dolori; e poiché dobbiamo ancora vivere al di qua del Cielo,

“…slacciamoci i pensieri, dura finché dura questa eternità.”

 

P.S.

Devo ricordare alla sera di mangiare più leggero. Certi incubi sono veramente spaventosi!

Antonello Musso

 

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