Lì alta vicina a me, quasi a sfiorarmi, non giochi con gli altri, abbozzi timidi sorridi che irradiano le tue gote. Nel tuo banco mi sembri insicura, mi avvicino e lenta scrivi e, riga dopo riga, trovi le giuste risposte. Cosa cela il tuo volto privo di risa, di tentativi goffi, di domande incerte o di risposte sicure? Perché mi vuoi vicina: tu in silenzio, io che rido  insieme all’apparente rumore di un lungo intervallo?

Comunque per ora non mi sposto, lascio che tu un giorno allunghi il passo…

Ci sono situazioni in cui si aspetta porgendo un punto di appoggio dal quale poi si può  partire.

terra e leva

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