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Ora è la bambina che fui a scrivervi, vuole impugnare la sua stilografica.

Negli anni in cui le pagine lette erano poche e i libri ancor meno, c’erano persone che con parole e fatti arrivavano dritte al mio cuore. Comprendevo che da queste potevo imparare e a loro dovevo domandare.

Ricordo un saggio, che aveva studiato molto e vissuto nell’essenziale. Diceva spesso: “State attenti, vigilate. Studiate e datevi da fare”. Gli ultimi verbi mi erano chiari, sapevo come realizzarli. Ma vigilare? mi nascevano tanti dubbi.

Mi avevano raccontato, altri insegnato che esisteva il diavolo. Dovevo vigilare perché non facesse del male a me e a chi volevo bene? gli adulti mi rispondevano elusivi e per nulla pratici. Per fortuna i bambini non pensano spesso a cose tanto complicate, giocano, saltano, cantano…

La vita, anno dopo anno, mi fece incontrare esseri striscianti, con lingua biforcuta e denti nati per mordere, per far soffrire, per puntare dritto alla luce interiore, per renderla fioca o catturarla.

Nella chiesa della città in cui vivevo c’è una statua di una Madonna con una veste celeste, un velo bianco, in basso con un piede schiaccia il capo di una serpe. Capitava che andassi a guardarla. Il suo viso pacato e sorridente pareva dire: se sei forte e sicuro potrai allontanare e eliminare la mancanza di luce, la tenebra. A me, piccola, questa donna trasmetteva sicurezza e persino la certezza che, all’occasione, qualcosa di simile lo avrei fatto. Sapevo bene che era una statua in gesso, niente di più, ma chissà con quale amore l’aveva realizzata il suo artigiano.

Come adulta scrivo cosa è ora per me vigilare:

• portare, prestare attenzione per cogliere i sentimenti bassi, non farsi trascinare dentro;

• captare gli altri per sentire le frequenze in cui si muovono e i loro colori; vedere, quando ci sono, invidie e superbia, vortici neri risucchianti energia;

• individuare chi odia la luce;

• allontanarsi con disprezzo e distacco dal marciume;

• per chi ne è in grado, alzare un dito e con parole di lancia acuminata mandare per sempre via chi striscia e basta;

• porre particolare attenzione ai deboli;

• dedicarsi al sapere e alla conoscenza sempre più consapevoli.

A tutti è dato di vigilare su se stessi. Osservate attenti, sentite quanto provate e agite di conseguenza. Non credo esistano spiegazioni e ricette da luminare. Di sicuro il buon senso, insieme al sesto di senso aiutano in quello che è un altro esercizio del vivere: tutelarci e stare lontani da ciò che più di tutto opprime e preme a terra.

Le serpi sono animali a sangue freddo, vogliono la vostra vita, la vostra gioia, generano trambusto, discordia, confusione, malesseri, usano parole graffianti, falsi sorrisi, recitano come attori privi di linfa e sangue, sono un copione stantio. Le riconoscete perché in loro nulla palpita nel vero e nel buono. Un solo determinato obiettivo: far del male e possibilmente dei proseliti.

Ascoltate la vostra voce interiore, sarà Lei a dirvi forte che fare, voi realizzatelo subito.

Immaginate un esercito di lucciole che insieme vigilano, ognuna il suo brillio, insieme la chiarezza.

Vivete nel vostro senso di libertà, muovetevi leggeri e allegri nell’aria fresca, nell’acqua pura, dentro la vostre luci, cantando tra le meraviglie dell’universo.

EuritmiaEuritmia, arte inventata da Rudolf Steiner

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