Un retaggio degli studi di storia delle scuole medie e superiori mi ricorda che l’aumento della popolazione nell’antica Ellade spinse soprattutto gli aristocratici a spedire i loro primogeniti a stabilire colonie nelle coste circostanti di quella che sarebbe poi divenuta nota come la Magna Grecia. I soliti bagni di sangue e qualche resto archeologico sono gli esiti dell’operazione. 


In questo momento assistiamo alla concentrazione delle popolazioni che vivono nei grandi spazi macellati dai locali mercenari delle lobby occidentali e inquinati dagli avanzi dell’opulenza di pochi nei luoghi con più alta concentrazione antropica. Il Risultato di questo processo sono poche città che scoppiano e un pianeta in via di desertificazione o di metamorfosi impreviste, tsunami e mutazioni della superficie del pianeta. E a fronte di questa escalation di non senso delinquenziale il meglio che passa per la testa è di investire in ulteriori esodi con distruzione di ambiente e materia prima. 

Oggi astronomi e inquinatori satellitari stabiliscono la necessità di spargere il seme terrestre di ben dubbia qualità nei pianeti circostanti. Perché dunque non bonificare e rendere vivibile la parte scomparsa di quel che c’è? E perché non smettere di fare rincorrere falsi ideali di ricchezza? Perché non tornare alla nostra condizione naturale con i soli benefici di quello che riduce le sofferenze?
Siamo sicuri che il vero untore della follia sia Internet e che gli studiosi siano sani?

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