Oggi ospitiamo volentieri  una cara amica che ha trovato un modo molto diverso di evolversi sognando: un incredibile viaggio in un continente lontano. Ecco il suo reportage.

Ogni tanto nella mia mente appare il pensiero: “ma chi me lo ha fatto fare?”. Lasciare un lavoro non faticoso che mi permetteva di vivere da sola e, appena laureata, partire. Per di più ho cercato la mia avventura in un paese comodo e vicino: l’Australia. Australia3Il continente-isola più grande e lontano del mondo. Solo arrivare qui è una piccola conquista: 23 ore di aereo e un giorno sottratto a causa dei fusi orari.

Le prime due settimane sono state le più dure. Tutti pensiamo ogni tanto di essere soli, ma nessuno a casa propria lo è mai davvero: si conosce sempre qualcuno, anche solo il panettiere o il macellaio. Qui ho capito cosa si prova nell’esserlo davvero. Non conoscere niente e nessuno è un gran problema, soprattutto se ti perdi con una facilità disarmante in strade tutte uguali senza cartelli che indichino qualcosa di utile. Gli Australiani sono persone particolari, non sanno mai dove si trovano o come ci sono arrivati. Chiedere indicazioni è inutile come un ombrello durante un uragano. Inoltre purtroppo qui “vicino” vuol dire come minimo mezz’ora di camminata (sono anche molto sportivi!).

Superate però le prime difficoltà questo è un paese che ha tantissimo da offrire. Una società sicura e libera da pregiudizi, con un clima in grado di renderti bello e forte, metropoli tra le più grandi al mondo dove si va a lavorare su battelli usciti da un libro illustrato. Le persone ti salutano anche quando non ti conoscono, ti sorridono se le guardi per caso. La fretta è un concetto di cui si può fare anche a meno. In un posto dove si trovano più creature letali che in qualunque altra parte del mondo, dove perfino i bruchi e le conchiglie sono pericolose, questo popolo si approccia alla natura con una serenità ed un apprezzamento che non avevo mai visto. È normale fare pausa pranzo al parco seduti sull’erba, una nuotata in spiagge dove “potrebbero” esserci squali, meduse o correnti fortissime, o passeggiate in boschi dove “forse” ci sono serpenti. Nel più secco, caldo, arido, sterile, e non aggressivo di tutti i continenti abitati, ho trovato un luogo di rara bellezza: scogliere mozzafiato, foreste, un monolita enorme in mezzo al deserto, la barriera corallina, animali strani e mai visti. Un minuto sei sotto un grattacielo, un minuto dopo sei dentro un parco immenso.

Australia1La baia di Sydney è la prima cosa che mi ha lasciata senza parole. È bella, ma soprattutto ti fa pensare con un senso di trionfo “sono veramente qui, ce l’ho fatta”. Posso assicurare che dopo 23 ore di aereo anche un ristorante cinese vi darebbe un senso di trionfo, quindi immaginate di sbucare con un traghetto in mezzo alla baia, con il sole che risplende sul mare incorniciando l’Harbour Bridge e l’Opera House dietro di lui. Niente mi ha mai dato una tale sensazione di libertà.

Ma questo sentimento permane ancora tutte le volte che scopro un posto nuovo. Qualunque cosa tu decida di andare a vedere lo devi conquistare con un viaggio mai semplice e mai breve, perciò quando finalmente arrivi a destinazione, le cose già straordinarie che ti si pongono davanti sono amplificate dalla fatica che hai fatto per raggiungerle. Immaginate la sensazione che vi da un bel paesaggio dopo aver scalato una montagna, mille volte meglio.

Essere soli dall’altra parte del mondo non è affatto facile, ma questo posto vale tutte le difficoltà che ho e che sto affrontando. Penso che un paese più bello non esista.

Alcune volte la distanza fisica non è quella che ci divide davvero: certi rapporti possono resistere forti e duraturi anche a 16000km di distanza. O per lo meno a me è successo esattamente così: non ho dovuto rinunciare alle persone a me più care per vivere la mia avventura. Semmai ho rafforzato i legami, e ne ho creati di nuovi, altrettanto indelebili. Anche se probabilmente in un posto come il continente oceanico tutto risulta indelebile. Tutto è immenso, colorato, vivido.

Ho scritto i miei primi pensieri all’inizio di questa esperienza, ora, dopo il mio ritorno, ho pensato fosse giusto “chiudere il cerchio”.

Ho raccontato delle difficoltà che ho incontrato all’inizio, quelle che avevo messo in conto,come la lingua, è quelle inaspettate, come la solitudine.

Ora a fine di questo viaggio meraviglioso durato nove mesi, posso dire che è stata l’esperienza più bella, difficile,emozionante e indescrivibile della mia vita. Ho affrontato vita quotidiana, lavoro e viaggi, tutto da sola, e ne vado orgogliosa. Ho sfidato il deserto, l’oceano e la natura, un po’ con incoscienza un po’ con coraggio, per non perdermi nulla. A raccontarla così può sembrare un libro. Ma per me un po’ lo è. Australia2Fare immersioni tra gli squali in caverne, relitti e barriere coralline tra le più grandi al mondo; fare bungi jumping da un ponte nel mezzo delle montagne neozelandesi; fare surf in spiagge infinite dalla sabbia nera; trovarsi su una barchetta in mezzo all oceano durante una tempesta;fare il bagno in torrenti in mezzo alla foresta..

Non so se chi sia stato in Australia e in Nuova Zelanda abbia vissuto questi due paesi come gli ho vissuto io, ma non sto romanzando la mia storia, ho fatto questo è molto altro.

Ho inoltre realizzato il mio sogno: un road trip in Nuova Zelanda. Viaggiare in un minivan per più di un mese è faticoso, farlo in Nuova Zelanda dove le strade sono strette e impervie, arriva ad essere quasi mistico. Percorrendo quasi 10000km nelle due isole si ha la possibilità di passare attraverso montagne, laghi mozzafiato, immense distese di colline verdi, le spiagge più bianche e più nere al mondo, un inaspettato deserto e un’ intricata foresta. E ovviamente: pecore,pecore e pecore, milioni di pecore!

Un’intimità con la natura che mai avrei pensato di avere.

Inoltre vivere e conoscere persone da ogni parte del mondo ha contribuito a rendere il tutto speciale, poiché si formano relazioni profonde con una facilità sconcertante. Ho incontrato persone stupende, in cui ho riposto subito la mia fiducia. Perché certe avventure non le avrei vissute se non mi fossi fidata immediatamente di perfetti sconosciuti. Quelli che ora sono amici cari, li ho incontrati per caso:sulla spiaggia, in un torrente o hanno affittato il letto di fianco a me.

La cosa emozionante è che non sai mai cosa ti potrebbe capitare, ma ti devi lasciare andare, rilassare, essere curioso e positivo, perché l’avventura ti sta aspettando.

Dall’altra parte del mondo la porta agli sconosciuti può sempre aperta.

By Isabella Mombrini

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