Interferenze

“Walk in the mashup side!"

Tutti i colori della verità

Che cosa diciamo quando parliamo di “verità”?

Di che colore immagini essere la verità?

Certamente si tratta di una domanda strana, eppure fin d’ora nella mente si è affacciata un’immagine, l’evocazione di una tonalità. Per qualcuno si poteva trattare di un riflesso dorato; per altri argentato. Sono sicuro che a molti è emerso il bianco, simbolo di purezza.

Chi ricorda la serie di telefilm “dr. House, medical division” avrà presente uno dei tormentoni di questo Sherlock Holmes della diagnosi: “Le persone mentono”. Lo ritrovate in molta letteratura e cinematografia. Il mio problema non è, come nei narratori, di natura etica ma piuttosto metafisica o retorica. Asserire che gli esseri umani mentono significa implicare che qualcuno abbia il dominio sul campo della verità. E visto che il Dr. House è umano, anche lui – come l’Epimenide di Creta del celebre paradosso – mente, ivi compreso quando bolla gli altri di mentire.

Che si voglia dire che tutti mentono o che tutti sono sinceri, resta il fatto che più che di una verità si dovrebbe parlare di verità al plurale, ovverosia di storie, descrizioni, modelli più o meno soddisfacenti.

Quando i medici di Molière dicono di sapere perché il papavero induce il sonno e lo spiegano con la verità secondo la quale esso conterrebbe “un principio dormitivo” probabilmente “dicono la verità”. Una verità e di certo la meno rilevante ed influente possibile che tuttavia basta a confermare la loro autorità nel discorso (Foucault).

Tutti sappiamo che Popper sosteneva come la scienza proceda in base alla capacità di permettere la falsificazione delle teorie, più di quanto non faccia la loro riprova e dovrebbe essere chiaro che una scienza che alberghi comoda al calduccio della propria verità è molto meno “scientifica” di quanto non affermi.

50957_pplDunque vogliamo forse dire che chiunque può dire qualsiasi cosa che tanto va bene comunque? Purtroppo che questo sia in parte verosimile lo stanno a dimostrare proprio i media e i loro spettatori che sanno quello che si vuole loro far sapere.

Si può dire che la verità umana è una proprietà del modello che stiamo usando. Non ha senso parlare di verità se non forniamo le coordinate – spesso implicite e quindi “erroneamente” considerate per questo “ovvie” – entro le quali si muove la proposizione. Un’operazione, un calcolo ha senso solo in funzione del modello matematico che stiamo adottando. Una somma di cifre avrà risultati diversi a seconda che si stiano calcolando delle ore, dei gradi o delle patate. La verità umana ha il colore della posizione che si prende perché la vita delle persone è una continua scelta, anche quando come sempre più spesso capita accetta di non farlo. 

In definitiva, potremmo dire che la Verità ultima potrebbe essere la somma di tutte le proposizioni che possono essere espresse su qualsiasi tema.

Nello stesso modo la luce può rivelarsi verde in un bosco o o blu in una stellata, ma la luce ultima, ovvero la verità definitiva, non può essere che nera perché – nonostante la maggior parte di noi aborrisca l’abbinamento – il nero è l’insieme di tutti i colori. Qualcuno può obiettare che la somma di tutte le proposizioni non può essere vera. D’altro canto l’altra faccia della medaglia è il bianco, ovvero l’assenza di colori: tacere impedisce di sbagliare o mentire; d’altro canto neppure permette l’affermazione senza la quale non si può certo parlare di verità. A meno che entrambe le condizioni siano due facce della stessa medaglia.

Il cuore della luce è nero” scriveva Bachelard e sembra confermarlo anche la sonda Rosetta che, arrivata in prossimità della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nell’estate 2014 per accompagnarla nella sua orbita attorno al Sole fino a settembre 2016, rivela che le comete hanno un nucleo scuro che vira al blu nei passaggi vicino al sole. Inoltre nelle regioni più interne della Via Lattea, incluso il nostro “vicinato cosmico”, le misure dirette della distribuzione di materia hanno mostrato che la materia ordinaria, cioè la materia visibile, rappresenta solo una frazione della massa totale poiché la parte predominante esiste sotto forma di materia non visibile, quella che gli astronomi chiamano materia oscura.

Secondo una tradizione Quabbalistica, un sole nero o invisibile sarebbe al vertice di una gerarchia piramidale a conferire energia alle altre stelle, un cuore invisibile dell’Universo ad alimentare tutto ciò che vive e a dar forma alla materia.

Tipi di verità

Nella vita di tutti i giorni si dà per scontato che di verità ce ne sia solo una e che tutto il resto al massimo possano essere opinioni e niente più. Tuttavia, anche rimanendo nel pensiero ingenuo dell’uomo comune come siamo tutti noi, compreso chi sta qui scrivendo, di verità ce ne sono diversi tipi e perfino di bugie, come le cosiddette “bugie bianche”, le “mezze verità”, gli “omissis”…

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Esiste la verità evidente a tutti a prescindere da qualsivoglia dimostrazione, come che la pioggia bagni o che la terra sia piatta.

Poi esistono le verità logiche, quelle dimostrate dal ragionamento, due più due fa quattro, se una cosa ti fa male non la consumi e quindi quello che consumi non ti da male.

Ci sono le verità istituzionali, come che, essendo espressione della maggioranza, lo Stato opera sempre per il bene dei cittadini, o che nessuno ti vorrà mai bene come la tua mamma.

Infine ci sono le verità di saggezza, come che non bisogna perdere le buone occasioni per tacere, o che chi va piano va sano e va lontano.

Tutti noi pensiamo che la verità sia riposta nel contenuto della proposizione (“Ennio ha detto la verità” o “Ennio ha mentito”) e quindi nel soggetto che la esprime. Probabilmente, invece, a qualificare la verità è soprattutto il contesto in cui viene espressa. A pesare non è tanto l’operazione quanto le regole che determinano il calcolo. Di queste in genere ci si occupa poco: si pensi solo al fatto che generalmente gli accademici usano esprimersi alla terza persona. Invece di dire “Io affermo che la Terra è rotonda in base ai parametri delle geometrie euclidee” si dice “Si sa che la Terra è rotonda”.

Possiamo alla fine qualificare come più o meno vera l’espressione che sia coerente con il modello assunto: “Se l’età è definita dalla capacità di adattamento e dalla flessibilità del pensiero, la settantenne Maria è una giovane donna e sua nipote Luisa di 40 anni decisamente vecchia in quanto quest’ultima, pur accampando diritti a ricoprire la posizione legati ai dati anagrafici, è molto meno in grado di affrontare situazioni inedite e non abitudinarie. Sbaglierà, però, Maria a pretendere di avere la stessa energia di Luisa per il fatto di essere stata definita giovane in base ad assunti diversi”. Quando il paziente afferma di non essere geloso contrariamente alla moglie non potrà evitare di gestire con facilità il fatto che non solo lui riesca ad uscire con l’amante, ma anche che lei possa avere una relazione con la sua amica o con il marito dell’amante di lui e così via. Più che di verità, in questo caso, possiamo parlare di coerenza. In questi casi spesso sentiremo le persone appellarsi al senso comune, alla morale umana, alla civiltà, al quieto vivere, all’onore personale… tutti fantasmi indimostrabili e irrilevanti su cui poggiano le nostre verità. Nel caso di queste dimostrazioni potremmo essere tutti d’accordo con il dr. House sul fatto che tutti mentano, anche se proprio lui e l’apparato sanitario che gli ruota attorno è il primo imputato di ipocrisia e menzogna aggravata. Questo, però, non sta bene e la legge lo vieta. La legge… il caso più eclatante di un apparato privo di verità assurto a divinità: io comando e dunque ho ragione.

In definitiva, prima di indicare chi mente dobbiamo dichiarare il sistema di giudizio che abbiamo assunto in tutta la sua arbitrarietà.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 gennaio 2017 da in Bozze e Appunti.
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