Interferenze

“Walk in the mashup side!"

La realtà non esiste, esistono i fatti. O no ?

La discussione invernale aperta da Le Interferenze (1) su quali occhiali dovremmo mettere per guardare bene la realtà, mi è utile per aprire il tema sull’uso dei nostri dati che seminiamo in maniera consapevole e inconsapevole, e che  vengono usati per costruire una realtà nella quale dovremmo riconoscerci usando occhiali di altri.

Le ultime discussioni sulla mistificazione della realtà sono recentissime e riguardano l’elezioni americane appena terminate, nelle quali sembra che un ruolo importante per la vittoria di Trump sia stato l’uso ad arte di notizie false che le persone hanno condiviso su i vari canali social senza neanche controllarne la veridicità (1).

Ecco che subito entriamo nel tema dei dati, delle informazioni e quindi dei fatti rappresentati da dati che possono essere manipolati, raccolti , presentati e condivisi senza che nessuno abbia il tempo o la volontà di sapere.

Che io sia andato in un luogo è un fatto, che qualcun altro grazie alle tracce che i miei giocattoli digitali, se non li governo, lasciano in giro definisca questo fatto con una rilevanza diversa dalla mia, è un fatto diverso dal mio.

Il punto è che oggi siamo assediati da molteplici venditori di verità che in nome di fatti che lasciamo nelle strade digitali del web, e non solo, vogliono venderci delle realtà in cui dovremmo vivere.

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Lo scenario ai tempi di Internet è complicato, ma lo è sempre stato. La storia delle opinioni rispetto ai fatti è antica, le credenze e la salvaguardia di modelli culturali hanno sempre generato leggende e credenze utili alla salvaguardia di un gruppo sociale o di un’ideologia, il web ha solo reso globali le opinioni e il pettegolezzo.

Ben inteso, il dibattito sul tema che “Internet ci rende stupidi” (2) ha oramai una decina d’anni e fu aperto da Nicolas Carr a cui seguirono le ovvie guerre di religione sul tema, stupidità che peraltro però viene ripresa nell’intervista all’inventore di bufale, Paul Horner, e le sue manipolazioni durante le elezioni americane (1).

Qualche giorno fa propio sul tema sul tema della semina dei dati che facciamo, e della raccolta da parte di altri per rendere realtà i nostri desideri, o così pensano, ho ripreso il tema dell’IoT delle mie brame. (3)

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Questo perchè se i fatti e le opinioni sono categorie che ci accompagnano da secoli, oggi abbiamo una categoria di fatti che sono, come già anticipato, quanto noi facciamo che viene tracciato e raccolto grazie ai giocattoli digitali che riempiono le nostre tasche, borse e sono ai nostri polsi.

Milioni di dati che che servono ad alcuni per tracciare dei profili di realtà del consumatore e quindi una volta capito e profilato il cliente tipo, ecco che avviene la dolce manipolazione per condurci su realtà non nostre, e quindi uniformarci a principi di realtà altrui.

Avviene se intercettano le nostre preferenze di viaggio, d’acquisto, di nostra presenza in alcuni luoghi, di vicinanza ad amici, di conversazioni ed altro. Molteplici realtà che viviamo inconsapevolmente pensando che grazie a quanto ci propongono noi possiamo fare meno fatica e dedicarci ad altro.

Pensandoci nulla di nuovo, se gli amici un tempo andavano a vedere un film, facile era che su un principio di fiducia e di frequentazione, e quindi di affinità, si andava a vedere il film consigliato dall’amico o si acquistava il disco consigliato, piuttosto che frequentare un ristorante o luogo di vacanza.

Però così non è, perché il principio di fiducia e di affinità lo demandiamo alla macchina, ad un algoritmo che decide in base ad una sua logica, o del suo costruttore, da qui stupidità di macchina che si trasmette a stupidità d’uomo.

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D’altronde il tema di farsi governare da dei morti, le macchine, è tema vecchio e propio per questo che dobbiamo, riprendendo la tesi iniziale, riconquistare una consapevolezza umana del presente, liberandoci tutti da troppo ingenuità che ci porta a far assopire ogni pensiero critico, differenziante senza selezionare cibo per la mente.

In effetti riprendendo la citazione del corpo che non mente (1),  mai come oggi il motto “Mens sana in corpore sana”, ovvero che si preservi una mente sana e un corpo sano, è utile da ricordare visto che sempre più abbiamo cibo per la mente che ci offusca e ammalia, e cibo per il corpo che ci avvelena.

Selezionare del buon cibo per il corpo è  complicato e faticoso, e lo è ancora di più per il cibo  per la mente,  ma oggi è d’obbligo per mantenere l’equilibrio tra corpo e mente.

Ecco perchè è importante coltivare una consapevolezza digitale, visto che i tempi lo richiedono, e prima di inforcare qualsiasi occhiale che ci permetterà di mettere a fuoco la realtà dei fatti che ci circondano, ritorniamo ad esercitare il pensiero critico e la consapevolezza del nostro presente come viaggiatori del cosmo in cui siamo inseriti.
Stiamo quindi attenti a lasciare tracce che altri possono usare per convincerci che la nostra vita va vissuta seguendo un principio di realtà dettata da fatti di altri, e di conseguenza trovarsi ad inforcare inconsapevolmente occhiali che ci fanno vivere e sognare il mondo altrui pensando che sia il nostro.

Consapevoli del fatto che siamo tutti apprendisti, impariamo quindi ad agire,  sognare, selezionare, curiosare e creare senza farci influenzare da chi leggende le nostre tracce, i nostri dati e coltivando i propri interessi, ci vuole vendere il suo mondo ricco di balocchi e distrazioni.

In fondo siamo tutti marionette nel mondo dei balocchi , o no ? Quién sabe.

(1) Invito a riflettere: Autunno-Inverno 2016/2017
(2) 17/11/2016, The Washington Post, “Facebook fake-news writer: ‘I think Donald Trump is in the White House because of me’”
(2) Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello. di Nicolas Carr
(3) IoT delle mie brame

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Questa voce è stata pubblicata il 22 novembre 2016 da in Articoli, Monografia, Spunti con tag , , .
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