Interferenze

“Walk in the mashup side!"

Amarcord

Quando si studiava obbligatoriamente la letteratura italiana del ‘300  era considerata da noi poco più che adolescenti, il tormento e l’estasi: il tormento, nella cantilena tediosa del professore, e l’estasi nelle magie e nel rapimento che ti procuravano quei lampi di luce del Petrarca, Boccaccio, Dante. E tutti a chiedersi, con la stringente logica di quei momenti a cosa potesse servirci nella vita pratica tutto ciò.  Nel massimo brusio, conseguenza dell’irrequietezza della gioventù, le parole del prof.: “Avete il cervello ancora troppo piccolo, ma verrà il giorno…”, di manzoniana memoria.

Ebbene quel giorno, quei giorni finalmente giunsero, inaspettati, furtivi come un ladro nella notte, come un faro nel mare a portare finalmente riferimento ai naviganti in questi periodi procellosi. Immersi in questo nuovo, tardo nichilismo teocratico ove quel che resta dell’umanità si prostra, a seconda delle culture, a divinità tecnologiche, economiche o ideologiche cui attribuiamo una extranaturalità supponente e totalitaria, mi tornano in mente Protagora, Socrate, Zenone, Platone; ed ancora Marco Aurelio, Cicerone, Orazio, Seneca, Macrobio, Plutarco, letture riprese dopo aver doppiato il mezzo secolo di vita.indexTutti loro, liberati dai detriti e depurati dalle interpretazioni di parte della Scolastica, ci insegnano una lezione che più di tante parole Leonardo da Vinci riassunse nella mirabolante immagine dell’Uomo Vitruviano, immerso nel simbolo del divino (il cerchio) e nel quadrato (la terra). L’Uomo cioè artefice di se stesso nel bene e nel male, mediatore tra il finito e l’infinito, immagine tra l’altro presente sulle monete da 1 euro coniate in Italia e fortemente voluta dall’allora presidente Ciampi. Noi non siamo Dio, ma siamo, dobbiamo essere Io. Nel rumore di sottofondo sempre più fragoroso ed invadente che ci vìola continuamente, è bello contrapporre il “De Vita Solitaria” ove le persone ricercano una operosità interiore fatta di silenzio, pensiero, studio, sperimentazione ai fini dell’evoluzione e maturazione personale e, di conseguenza, collettiva. Una vita che non esclude né l’edonismo, né il piacere per le cose materiali, ma le contrappone nel giusto equilibrio rispettoso di sé e degli altri. Laddove infatti ” L’Uomo è misura di tutte le cose di quelle che sono per ciò che sono e di tutte quelle che non sono per ciò che non sono”,  egli si riconosce come entità autonoma e pensante, non per questo esautorata dalla scintilla divina, ma libera di discutere con il proprio dio interiore o superiore; ma quando l’intuizione di Protagora viene a mancare, allora si instaura la schiavitù, il vincolo, la sottomissione fanatica o strisciante che umilia le persone, le priva della dignità, ne congela il pensiero, le emozioni, la ragione; l’essere umano che si inginocchia davanti ad un simulacro o un muro bianco non per genuina convinzione, ma perché costretto contro la sua volontà e cessa di pensare da uomo libero, allora è solo un’allegoria di se stesso, un pupazzo senz’anima.

“Dal dogma al dubbio, alla ricerca al confronto”.

E tutto ciò per trovare delle risposte che magari non verranno mai, ma nella cui ricerca sta la vita dell’essere umano, nel vivere i momenti belli o brutti che siano non come benedizioni o maledizioni, ma come parti dell’esistenza stessa. Quando Edipo, prossimo al declino, vagando nel bosco di Colono fece il bilancio della sua vita, si accorse solo allora di non essere mai stato solo, con le figlie Antigone ed Ismene accanto a lui, accolto con conforto da Teseo nella sua reggia; e persino le Erinni, certe del suo pentimento, malgrado l’inconsapevolezza del gesto compiuto, si trasformarono nelle benevole Eumenidi; e quando Ade lo chiamò restò solo nell’attimo del trapasso che durò quanto il fragore del tuono.

Dal Medioevo all’Umanesimo, dall’Umanesimo ad un nuovo Rinascimento. Cioè un ritorno al futuro

Antonello Musso

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Un commento su “Amarcord

  1. Cristina Merlo
    20 gennaio 2016

    L’ha ribloggato su Cristina Merlo.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2015 da in Articoli con tag , , .
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