Interferenze

“Walk in the mashup side!"

Verosimili Riflessioni di un giapponese all’inizio dell’epoca Edo

Passeggio nel giardino degli otto cancelli.

I cancelli sono chiusi ed il giardino è circondato da una folta siepe, impenetrabile la vista. Il mio giardino dagli otto cancelli è protetto da una nuvola densa grigia, che tuttavia fa trasparire il sole, al suo interno. Questo è un posto segreto nascosto all’interno del mio spirito, posto all’interno del mio cuore. E’ razionale?, non mi pongo il problema. E’ l’inconscio?, no è ancora più interno, è ancora più mio. E’ un luogo e nessun luogo, è uno spazio senza spazio ma con spazi infinitamente grandi; è il mio camminare, pensare, essere. Si tratta di un luogo talmente intimo che a nessuno è permesso entrare anche perché io stesso/a non ne ho le chiavi d’accesso. Il mio inconscio può scendere a patti, può concedere, se lo desidera di parlare con la mia parte conscia, razionale; qui no, qui vi è silenzio, qui è la pace, l’armonia; qui c’è l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine di tutto, qui c’è l’esistere quotidiano, c’è la mia anima che cresce maturando. Le domande non hanno risposta? non si pongono domande nel giardino degli otto cancelli, si è.

In questo non luogo io vivo, mi confronto, osservo; anche le emozioni vi hanno dimora ma cerco di smorzarle, inserendole tutte, come parti di un puzzle tridimensionale, nel grande meccanismo dell’armonia, del mio Wa. C’è l’amore, quello profondo, quello vero, quello assoluto, quello che parte da una donna o da un uomo, dalla natura e si eleva verso l’Assoluto, spogliandosi di compromessi, obblighi, desideri: scalino dopo scalino sale e si rende libero nell’armonia; in questo non luogo io stempero la rabbia e  l’angoscia, l’ira e la disperazione le amalgamo, le impasto, le addolcisco, le trasformo anche con la poesia.

“Per mezzo della poesia i cieli e la terra sono dominati senza sforzo e gli dei e i demoni invisibili sono presi da compassione. La poesia porta armonia tra uomini e donne; e placa il cuore del violento guerriero” (Taiheiki, II, 32, 33)

Da quando sono piccolo/a mi ci alleno in questo posto: non è semplice, occorre avere almeno sei facce e tre cuori ed abituarsi ad essere qui e lontanissimi da qui nello stesso tempo. Spesso occorre tutta una vita. Alcuni li chiamano stati mentali, ed in parte è anche vero, ma sono solo allenamento e non traguardo; in fondo la vita deve essere un percorso ascetico verso il nostro giardino dagli otto cancelli.

Perché otto?

All’inizio erano quattro come quattro sono i punti cardinali, le quattro porte dove la mia anima potrà andare quando si distaccherà dai doveri verso il corpo, ma io ne ho aggiunte altre quattro, perché un ottagono è più simile ad un cerchio ed un cerchio è la base di una spirale per salire, per elevarsi. E’ la perfezione o, almeno, la mia idea.

Poi deciderò se seguire la mia anima cristiana e restare nel paradiso cristiano dopo la resurrezione promessa o, Namu Amida Butsu, entrare nella Terra del Paradiso di Buddha; o ancora la mia Tamashi giapponese e, dopo quaranta giorni, ripercorrere una vita come questa che sta scorrendo, una nuova o rinascere come un Kami.

Qualunque cosa deciderò di essere dopo, di certo non perderò il mio onore né la mia integrità anche se non sempre posso mantenermi nel mio giardino. Talvolta sono in disaccordo con il Kami della natura o con il mio personale ed allora divento impuro/a e l’armonia si incrina; allora rientro nel mio giardino mi siedo ed osservo, cioè “faccio senza far nulla” e il Wa mi riprende, mi consola, mi riequilibra.

Siamo inclini al bene, ma non possiamo sfuggire al nostro Karma: il Karma è Karma e quella è la via ma esso può cambiare in un’altra vita, in un altro tempo. Morte e vita sono la stessa cosa, perché preoccuparsi? Io vivrò in eterno e sarò ciò che deciderò di essere perché:

“Quando una fede dura come il diamante
si sarà saldamente stabilita in voi,
la luce spirituale di Amida vi prenderà e vi terrà,
e sarete per sempre esentati dalla Vita e dalla Morte”

(Tannisho, XV)

Persino i buoni rinasceranno in paradiso, a maggior ragione i cattivi!*

images

Passeranno dunque le vite ed io resterò ad osservare e:

“sebbene la desolazione abbia invaso la città
/Con un dilagare di onde,
Il ciliegio offre sempre
La sua fioritura di un tempo”
(da Senzai Wakashu di Fujiwara Shunzei (1114-1204)

* Poiché la vita ha un suo destino e l’animo alla nascita è fondamentalmente buono, la persona abbinata ad un Karma “cattivo” non ha responsabilità nel male.

Antonello Musso

Annunci

Un commento su “Verosimili Riflessioni di un giapponese all’inizio dell’epoca Edo

  1. Pingback: Verosimili Riflessioni di un giapponese all’inizio dell’epoca Edo | Cristina Merlo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 15 settembre 2015 da in Articoli, Monografia con tag , , , , .
Follow Interferenze on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 923 follower

Sembra che l'URL del sito WordPress sia configurato in modo errato. Verifica le impostazioni del widget.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: