Interferenze

“Walk in the mashup side!"

La Pasqua e il Paradigma del Dono

   

Viviamo alla costante ricerca di un profitto come se la vita fosse una giornata lavorativa o una carriera in cui dobbiamo mettere da parte il più possibile per garantirci il resto dell’esistenza (ovvero la breve vecchiaia, se mai ci riusciremo) in ricchezza e felicità. 

Sappiamo che non sarà così e che alla fine dell’escursus ci sarà la Croce con una supema o ridotta tortura annessa.

Ma questo è il senso che apre e chiude la Quaresima, perché la Pasqua è la festa della rinascita. Chi di noi spera nel ritorno alla dimensione spirituale che gli antichi Gnostici definivano nostalgia della Casa comune, vede – questo sì – come il premio di una vita vissuta nel riscatto dell’infelicità. 

Tuttavia, quello della Pasqua e il significato recondito del Messia cristiano non è solo quello: Lui venne e si fece “materia” per riscattarci dalla disperazione proprio attraverso il sacrificio del divino passato per la fonderia della sofferenza terrena.

Il “farsi sacro” del sacrificio ci dovrebbe fare pensare al valore divino del paradigma del dono (alla luce di Mauss e Polanyi). Noi siamo il divino che ci abita e il nostro passaggio sul pianeta terrestre non avrebbe senso se fosse soltanto volto al ritorno alle nostre origini con il valore aggiunto dell’esperienza dell’incarnazione. 

Siamo su questa terra – anch’essa fatta di processo oltre che di forma – per lasciare alla forma materiale il contributo del processo spirituale fatto Comunione, ovverosia legante e dono.

 

In questo senso il paradigma economico del Capitale è quanto di più distorto possa esistere: non portiamo con noi la forma fatta materia, ma l’esperienza della sua natura spirituale, soltanto però se riusciremo a permeare con quelle che Jung chiamava Nozze Cosmiche, avendole acquisite dalla conoscenza degli alchimisti, fra Anima e Animus.

In questo senso, gli studi di Mauss sul Dono dei rituali dei Potlac da lui scoperti fra gli indiani della costa occidentale del Nord-America e poi ritrovati anche da Bateson fra i balinesi, costituiscono il ribaltamento dell’economia occidentale e delle sue distorsioni. Il valore della persona non consiste tanto dal ricevere da chi non ha attraverso il suo sfruttamento, ma dal non-bisogno di possedere nato dalla consapevolezza che niente rimane se non quello che doni, quello che ritorni al pianeta con il valore aggiunto della coscienza o della spiritualità che dir si voglia. 

È importante anche essere consapevoli che il dono non va fatto per sentirsi importanti, per capitalizzare immagine, ego, narcisismo, potere invece che beni e denaro:

Solo liberandoci dalla zavorra materialmente più preziosa per fertilizzare la terra potremo davvero lasciare sollevare la mongolfiera della nostra anima verso il cielo più puro!

Questo ritengo essere il significato profondo della Pasqua come cambio di paradigma fra l’eone dell’Ariete e quello dei Pesci. È tempo di riscoprirlo all’alba dell’eone tecnologico-prometeico dell’Aquario. 


P.S.: Con questo pensiero vorrei inaugurare la nuova stagione monotematica delle nostre Interferenze: come ci hanno insegnato Polanyi, Kuhn e ancor più Bateson e Watzlawick, è importante il cambiamento all’interno del paradigma mentale e sociale in cui stiamo vivendo, ma la vera trasformazione alchemica sta nel cambio di paradigma. 

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Questa voce è stata pubblicata il 5 aprile 2015 da in Articoli, Monografia con tag , , , , .
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