Il mondo è sufficientemente vago da permetterci di capire, capirci ed accordarci.

“Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.” Fëdor Dostoevskij

Ci sono tre mondi che si allineano e si susseguono nella nostra esperienza, il nostro mondo personale legato alla critica, un mondo che ci protegge ed alle volte ci isola, il mondo condiviso della logica, dove ci incontriamo con gli altri, ci spieghiamo e comprendiamo, ed il mondo dell’immaginario dove sogniamo, creiamo e fingiamo come se posse possibile conoscere e cambiare, fino a riuscire a farlo.

Si pensa di conoscere e capire ma in verità si approssima la comprensione, si crede di capire e proprio questa credenza, questa nostra convinzione ci permette di raggiungere l’intesa e l’accordo.

Fateci caso ma quanto spesso domandiamo cosa le persone intendono dire con ciò che affermano, nella maggior parte dei casi la comprensione è solo approssimativa.

Quante volte ci soffermiamo a definire i dettagli, solo in particolari circostanze lo facciamo, per la maggior parte delle occasioni viviamo di approssimazioni, siamo sufficientemente vaghi, tanto da esser proprio per questo capiti e compresi.

In verità devo dire che son affascinato da quanto son vago anche con me stesso, anzi son tranquillo perché son vago, fossi preciso sarebbe un problema, sai quanto è difficile considerare un livello ottimale di chiarezza?

In ipnosi si conosce molto bene l’arte del comunicare usando strutture superficiali e profonde del linguaggio, il Milton Model così è chiamato il “linguaggiare” di Milton Erickson, usa un linguaggio persuasivo che, al contrario del linguaggio di precisione, è un linguaggio generico che lascia molto spazio all’interpretazione dell’altro.

Credo si possa parlare di linguaggio ipnotico quando si parla di linguaggio persuasivo, ma al di là dell’Ipnosi penso che tutti quanti usano un linguaggio di persuasione o di precisione, e diamo agli altri possibilità differenti di comprendere, nel senso di con-prendere, prendere assieme, la realtà.

Mi risulta sempre più chiaro quanto le persone costruiscano la “realtà” attraverso esperienze differenti, più o meno dettagliate, in base a quanto guidano o siano guidati dagli altri nel costruire la realtà stessa.

Il mondo è come è non per come è ma per come lo vediamo ….. il mondo è il nostro mondo unico, nella nostra dimensione critica, ma noi pensiamo sia anche il mondo degli altri, condividiamo molto del mondo ma lo facciamo dietro a delle precise indicazioni date e ricevute a livello sociale, culturale e personale.

In verità credo che il mondo sia veramente vago ed impreciso e solo per questo motivo riusciamo a condividerlo, lo affrontiamo e lo gestiamo con la logica, quando non è possibile mantenere un mondo vago si va incontro allo scontro, o ci si rifugia nell’immaginario, nel mondo creativo che ci si trova a disvelarlo passo a passo.

Quando si lavora col mondo degli altri si rimane volutamente sul vago per rispettare il loro mondo, se si accetta d’ascoltare allora ci si avvicina al mondo dell’altro e si può comprendere quanto questo mondo sia differente dal nostro.

Credo sia così che ci si ritrova in solitudine, ascoltando il nostro mondo interiore senza dar spazio al mondo dell’altro.

Pensiamo di vivere le stesse cose che vivono gli altri ma non è così, viviamo quello che pensiamo di vivere ed abbiamo bisogno di credere che gli altri vivano le nostre stesse esperienze, solo così, vivendole, possiamo capirle, comprenderle e condividerle, solo così possiamo accordarci.

Son tante le esperienze della vita che aiutano a capire e comprendere ciò che voglio intendere, una per tutte la dimensione dell’innamoramento, è sicuramente il momento in cui condividiamo facilmente il mondo, il momento in ci sentiamo sicuri di avere un mondo con l’altro.

Al di là dei momenti d’innamoramento, il resto della vita lo passiamo a cercare l’intesa, la comprensione e l’accordo, un po con noi stessi e molto col mondo esterno.

Tutto il mondo è vago e finché è vago allora è possibile ed accessibile a tanti, non appena il mondo diventa unico diventa stretto e difficile, pensiamo di vivere lo stesso mondo ma dividiamo solo la convinzione di avere un mondo condiviso.

Marco Chisotti da Interferenze 2014

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