1*TqeIgA_08QJMAx4CQJxriwPremessa

Come suggerisce R.Dawkins, nel suo libro “il piu grande spettacolo della terra”, la parola teoria può essere usata con due significati molto diversi tra loro.
Questo alle volte è un grosso problema, almeno per chi è portato alla riflessione.

Significato 1 ( Oxford English Dictionary)

Formulazione o sistemazione di idee o enunciati volta a spiegare o descrivere una serie di fatti o fenomeni; ipotesi che è stata confermata o stabilita dall’osservazione o dagli esperimenti e che è stata avanzata o accettata come spiegazione di fenomeni noti.

Significato 2 ( Oxford English Dictionary)

Ipotesi proposta come spiegazione, da cui mera supposizione, speculazione, congettura; idea o serie di idee su qualcosa.

Alle volte nella Psicologia e nello specifico nella Psicologia dello sport, si lavora nella dimensione del significato 2 della parola Teoria, infatti, le variabili sono talmente numerose e complesse che è molto difficile ( e spesso anche inutile) lavorare attenendosi alla lettera a quelli che sono protocolli, forme, significati condivisi ecc.. essendo ogni soggetto unico, come uniche sono le situazione entro le quali si è chiamati ad operare.
Nell’ambito della Psicologia esistono anche numerosissime Teorie con il significato 1.Per definizione la Psicologia ( quindi anche la Psicologia dello sport) è una scienza;

La psicologia dello sport è uno studio scientifico dei fattori psicologici che sono associati alla partecipazione e alla prestazione nello sport, all’esercizio e ad altri tipi di attività fisiche.” A.P.A.( American Psychological Association).

Detto questo, possiamo continuare e parlare di una Teoria ( significato 1) che occupa un ruolo tra i più importanti in Psicologia dello Sport.

Imagery

Vealey e Greenleaf, 2006, definiscono l’imagery come” L’uso di tutti i sensi per creare o ricreare un’esperienza nella mente”.

La capacità di un atleta di saper lavorare attraverso le immagini mentali, è una abilità,ottimizzabile attraverso l’allenamento, che può risultare molto utile nel migliorare diversi aspetti legati alla prestazione, quali ad esempio

  • self-talk ( dialogo interno)
  • il goal-setting (obiettivi)
  • la regolazione dell’arousal
  • la gestione dello stress
  • l’allenamento delle abilità attentive

Diverse ricerche hanno evidenziato come gli atleti di alto livello utilizzino molto di più e meglio l’abilità immaginativa rispetto ad atleti di basso livello.
Senza entrare troppo nei tecnicismi è possibile fare una semplice distinzione:
Visual Motor Imagery o immagine vista dall’esterno (vedendo la scena dall’esterno)
Kinetic Motor Imagery o immagine vista dall’interno (in prima persona)

A questi due modi di immaginare, corrispondono due serie di attivazioni neurofisiologiche diverse.

Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.
Italo Calvino

Il modello PETTLEP

Lasciando da parte i diversi modelli che formulano spiegazioni dei meccanismi attraverso il quale l’Imagery migliori l’apprendimento ideo motorio e più in generale la prestazione, può tornare utile conoscere il modello di Holmes e Collins, modello che è stato validato scientificamente e costruito attraverso un attento lavoro sul campo neuroscientifico, lavoro che oggi è a disposizione dello psicologo dello sport e dell’atleta.

Le componenti che possono essere esplorate nella creazione di un lavoro basato sull’Imagery sono, secondo il modello PETTLEP Holmes e Collins (2001):

  • Fisico ( sensazioni,quali ad esempio; stanchezza alla gambe, cuore in gola ecc..)
  • Ambiente ( l’ambiente dove avverrà la prestazione)
  • Compito ( visualizzare tutte le componenti che rendono possibile la realizzazione del compito)
  • Tempistica ( corrispondenza tra velocità gesto fatto e immaginato o spezzare l’esecuzione in diversi momenti e scorrerli a rallentattore)
  • Apprendimento ( aspetti tecnici e sensazioni ed emozioni legate alla prestazione)
  • emozione ( vivere emozioni positive)
  • prospettiva ( vedere in prima o in terza persona)

Può tornare molto utile, prima di effettuare un training immaginativo, trovarsi in uno stato di rilassamento psicofisico. Molto interessante e molto studiato è anche l’utilizzo dell’ipnosi in ambito sportivo.

Magari tratteremo l’argomento in qualche altro articolo.

Quindi riassumendo ; prima che il gioco si faccia duro, i duri hanno già chiuso gli occhi (ed hanno già pre-visto tutto).

Massimiliano di Liborio da Interferenze 2014

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