…un aggettivo che mi sta chiamando, perché?

Begonia ©Cristinamerlo

“Sono un piatto delicato. Chiudete gli occhi, sentite i miei profumi, ricercateli, vedete se si fondono armoniosi tra loro, se vi appagano e incuriosiscono. Provate un senso di benessere? Allora forse sono proprio delicato”.

Delicato … quanto può essere delicato?

Parole, gesti, suoni, colori, forme, visi …

Tutto quanto è delicato dona benessere e lascia un po’ di stupore.

Ci sono le Persone Delicate …

non sempre hanno la pelle vellutata e la voce flautata, non è detto vestano con colori pastello e camminino leggere con sguardi dolci …

Le Persone Delicate rispettano sinceramente e profondamente tutti.

Sanno bene quanti sono delicati, frammentati, doloranti, poliedrici, in bilico, orgogliosi, gelosi, intimiditi, impauriti, alla ricerca, spavaldi … sì sanno, conoscono ma si comportano come se queste diverse corazze e fragilità non fossero. Le accettano nelle persone che sono, le accolgono, lasciando che gocce di aiuti, nuove idee, forti appoggi accompagnino.

Proporrei esercizi di delicatezza, a partire dalle creature più semplici, spesso meravigliosamente delicate! non sono delicati solo la pelle di una donna o un sorriso di un bimbo, tutta la Natura lo è, quanti sguardi che lasciamo passare distratti lo sono, quante parole dette col cuore, i sorrisi di chi ci ama, i rimproveri di una mamma … basta fermarsi, li si troveranno e nei giorni si sarà sempre più delicati.

Cristina Merlo da Interferenze 2014
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