regressiva1Una delle esperienze più semplici da considerare nell’ambito dell’Ipnosi è lo spostamento che siamo in grado di fare nel nostro tempo. La focalizzazione nel tempo e nello spazio é un’esperienza tipica dello stato di trance, un momento in cui noi ci spostiamo, con la nostra mente, da un luogo ad un altro o da un tempo presente ad un tempo passato o futuro.

Normalmente le persone chiedono di vivere l’esperienza di ipnosi per motivi diversi da quelli per cui normalmente si va in psicoterapia: spesso sono sintomi psicosomatici, altre volte problemi affrontati precedentemente senza aver raggiunto una soluzione. Le persone che desiderano vivere l’esperienza dell’Ipnosi regressiva sono tentate di conoscere i motivi per cui tendono a ripetere frequentemente talune esperienze generalmente indesiderate; alle volte sono questioni affettive, altre volte vicende alle quali non riescono a dare un significato. Le risposte che si danno per motivare la domanda di ipnosi regressiva sono le più diverse: si chiedono se é possibile trasferire la loro mente al di là della materia, ed é una risposta difficile da dare senza cadere in una forzatura, dal momento che sono espressioni riferite a dei fenomeni privati, vissuti in prima persona.

Risposte impossibili

Sicuramente l’esperienza di ipnosi regressiva oggi è intesa come un viaggio nel tempo alla ricerca di quelle spiegazioni che la scienza ufficiale non è in grado di dare, alla ricerca di un momento magico, dell’esaudirsi di una qualche speranza, un desiderio di vedere le cose in un modo differente.

Sono rimasto molto affascinato dal considerare i memi come le idee che, al pari della memorie proteiche del nostro DNA, sono in grado di vivere di una vita propria. Credo si possano trovare molte spiegazioni in merito a ciò che nostro organismo è in grado di riportare alla luce da tempi antichi. La memoria di tipo proteico, cioè la capacità del nostro DNA di riportare esperienze della vita della persona, é forse per me l’idea più affascinante di un mondo così lontano che si riporta in vita. Per la mia esperienza posso dire che l’utilità di vivere l’esperienza di regressione a ipotetiche vite precedenti è legata allo sviluppo di forti emozioni che aiutano a riorganizzare la nostra mente, allontanando da noi pensieri e sensazioni superflue, liberando parte del potenziale a disposizione della nostra mente.

Una condizione comune

regressiva2È interessante riscontrare che le persone in stato di trance sono in grado di distinguere se stesse dal loro vissuto; vivono come una dissociazione che permette loro di avere coscienza di una parte di se stesse e delle esperienze emotive che si sentono di vivere. E altro modo importante considerare che la dissociazione alla base di qualunque processo di coscienza è presente in ogni forma di consapevolezza ed è l’esperienza stessa con la quale si vive lo stato di trance o di ipnosi.

Si potrebbe ipotizzare che questi vissuti così intensi e forti, al pari di un sogno, o meglio di un incubo, possono insinuarsi nella mente di una persona tanto da convincerla ad essere come posseduta dalla sua stessa esperienza. La distinzione tra la condizione di sonnambulismo e una condizione di vita reale è molto difficile in certi casi. È plausibile quindi pensare che quando si è coinvolti in un certo stato emotivo si possa essere convinti di vivere la vita reale in una condizione di regressione. I risultati di questo coinvolgimento profondo della psiche di una persona nell’esperienza della regressione sono riscontrabili nel campo della psicosomatica.

In molte occasioni, taluni fenomeni psicosomatici regrediscono semplicemente perché la persona è in grado di darsi una spiegazione rispetto al suo vissuto in stato di regressione. L’Ipnosi regressiva scatenando forti emozioni è in grado di far vivere forti turbamenti e di modificare, dunque, il suo stato mentale. L’intensità con cui si vive la focalizzazione nel tempo e nello spazio influenza fortemente sia terapeuta che il cliente. Le convenzioni con cui il terapeuta si presta a guidare il suo cliente nell’esperienza di regressione influenzano sicuramente l’esperienza stessa.

Il controtransfer regressivo

Ho avuto sperimentato professionalmente questo fenomeno un numero di volte tale da poter sottolineare l’importanza che viene ad assumere la preparazione del terapeuta a rimanere neutrale di fronte all’esperienza del cliente, in modo da non contaminarne vissuti con le sue credenze. Dopo anni di lavoro nella regressiva e nella progressiva ritengo di aver modificato profondamente le mie idee su queste, pur non riuscendo a condividere speranze e fedi in un altro mondo, come spesso mi viene presentato.

Credo che spiegazioni e considerazioni sui nostri vissuti siano un nostro bisogno più che una reale considerazione di ciò che accade realmente. Per questa ragione mantengo la mia idea che vissuti così intensi abbiano una ragione di esistere non essendo semplici fatti legati a fantasie o alla creatività della nostra intelligenza.

Credo, essendo sicuro di non inventare nulla di nuovo, che il tempo sia una invenzione dell’uomo, ma che questa invenzione abbia qualcosa in più di quello che si può comprendere, dal momento che produce soluzioni alla nostra esistenza e ci permette di attingere risorse per queste soluzioni. Non è ben chiaro come questo possa avvenire, ma credo si possa dire che c’è un mondo intero dietro all’idea che coltiviamo dell’inconscio.

L’esperienza dell’Ipnosi regressiva molto spesso si trasforma in una forma di preghiera con la quale le persone, rivolgendosi al loro mondo interiore, danno quello che potrebbe essere definito un rinforzo alle proprie speranze così da riuscire in qualche modo a modificare quegli equilibri biochimici che stanno alla base del mondo delle nostre idee.

Marco Chisotti

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