Le considerazioni che ruotano intorno al meme, trovano notevoli parallelismi biologici: un esempio per tutti è quello dei virus (o vira, virales, virii a seconda degli schemi tassonomici ed ambiti di indagine) che sono entità biologiche con caratteristiche di parassiti obbligati.

Come il meme, il loro comportamento parassita è dovuto al fatto che non dispongono di tutte le strutture biochimiche e biosintetiche necessarie per la loro replicazione. Tali strutture vengono reperite nella cellula ospite in cui il virus penetra, utilizzandole per riprodursi in numerose copie. Un’idea nata in un individuo o che lo abbia “infettato” di per sé risulta indurre modificazioni limitatamente all’ospite il quale può decidere di difendersi o di lasciarsi contagiare a suo libero arbitrio; l’effetto della mutazione avverrà solo quando l’informazione avrà in parte perso la sua individualità strutturale primaria e si sarà fusa in quella della persona, esattamente come i virus biologici; la visione del mondo per la persona sarà dunque assoggettata alla nuova idea rielaborata in parte dalle esperienze individuali.

La Propagazione dell’Informazione

Questa “idea”, però, per avere una efficacia duratura non può limitarsi al singolo individuo, ma deve essere soggetta ad una specie di pandemia culturale: il virus-idea deve infettare altri soggetti e poi replicarsi in esso: passando le generazioni l’idea farà parte del bagaglio culturale della persona fino al punto da non distinguersi più da esso, come il genoma permanentemente modificato; come già sostenuto, l’informazione o il virus possono essere neutri: solo il tempo potrà dirci quale peso avrà avuto nella storia della evoluzione della specie uomo.

meme9Mentre però il virus biologico è a sua volta frutto di una evoluzione della sua specie ed interviene come limitatore o correttore esistenziale automatico o casuale nelle specie viventi, un virus informatico è composto da un insieme di istruzioni ottenute per uno scopo ben preciso, come qualsiasi altro programma per computer. È solitamente composto da un numero molto ridotto di istruzioni, (da pochi byte ad alcuni kilobyte), ed è specializzato per eseguire soltanto poche e semplici operazioni e ottimizzato per impiegare il minor numero di risorse, in modo da rendersi il più possibile invisibile.

A differenza di quelli biologici tuttavia un virus informatico di per sé non è un programma eseguibile: per essere attivato, deve infettare un programma ospite, o una sequenza di codice che viene lanciata automaticamente, come ad esempio nel caso dei boot sector virus, infettando i file eseguibili; il virus inserisce una copia di sé stesso nel file eseguibile che deve infettare, pone tra le prime un’istruzione di salto alla prima linea della sua copia ed alla fine di essa mette un altro salto all’inizio dell’esecuzione del programma. In questo modo quando un utente lancia un programma infettato viene dapprima impercettibilmente eseguito il virus, e poi il programma. L’utente vede l’esecuzione del programma e non si accorge che il virus è ora in esecuzione in memoria e sta compiendo le varie operazioni contenute nel suo codice.

Cicli di Vita

meme10I virus informatici presentano numerose analogie con quelli biologici per quello che riguarda il ciclo di vita, che si articola nelle fasi seguenti: creazione: è la fase in cui lo sviluppatore progetta, programma e diffonde il virus. Di solito i cracker per la realizzazione di virus utilizzano linguaggi di programmazione a basso livello (quali l’assembler e C) in modo da ottenere codice virale di pochi centinaia di byte. La diffusione di pacchetti software che permettono anche ad utenti inesperti di creare virus pericolosissimi ha reso accessibile il procedimento di creazione anche a persone senza competenze.

incubazione: il virus è presente sul computer da colpire ma non compie alcuna attività. Rimane inerte fino a quando non si verificano le condizioni per la sua attivazione;

infezione: il virus infetta il file e di conseguenza il sistema

attivazione: al verificarsi delle condizioni prestabilite dal cracker, il virus inizia l’azione dannosa.

propagazione: il virus propaga l’infezione, riproducendosi e infettando sia file nella stessa macchina che altri sistemi

riconoscimento (in alcuni casi questa fase non inizia): il virus viene riconosciuto come tale e viene individuata la stringa di riconoscimento, ossia la firma che contraddistingue ciascun virus

estirpazione: è l’ultima fase del ciclo vitale del virus. Il virus viene eliminato dal sistema.

Il meme, pur seguendo lo stesso iter, può però diventare parte integrante della persona, modificando “geneticamente” suo malgrado la propria identità, cultura, esperienza. A volte in bene, a volte in male.

Antonello Musso

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