Definizione: il meme è l’unità fondamentale della trasmissione culturale. Più semplicemente un’idea o un concetto, il cui precipuo scopo è quello di sopravvivere, altresì diffondersi nella società secondo un processo evolutivo di tipo darwiniano. 
Per Richard Brodie il meme è
Il codice genetico del comportamento umano
La Stele di Rosetta, che finalmente ci offre la chiave per capire la religione, la politica, la psicologia e l’evoluzione culturale.

Quali nessi possono esserci tra memetica e pensiero ermetico?

Occorre ricordare sommariamente che ermetisti del calibro di Giordano Bruno, Giuliano Kremmerz e Fulcanelli, tanto per citarne tra i più noti, si sono occupati profondamente di idee, linguaggio, memoria e comunicazione. Non staremo in questa sede a definire peculiarità e senso del cammino ermetico come via iniziatica.

La moderna memetica si occupa dello studio dei virus mentali, la loro genesi e la loro diffusione. In una chiave più applicativa, si possono prendere come esempio la persuasione occulta negli slogan pubblicitari o la fabbrica del consenso nelle campagne elettorali: in parole povere, il nostro comportamento sarebbe guidato dai memi.

Alcuni di essi sembra che si generino e diffondano in maniera casuale e spontanea altri sembrano prodotti e costruiti a tavolino proprio per dar vita a stati mentali e comportamenti ben precisi. L’argomento è molto vasto e non esente da risvolti inquietanti.

E se il nostro io non fosse altro che un aggregato di memi? E se la res cogitans di cartesiana memoria non fosse altro che il terreno di coltura atto a replicare memi e di conseguenza comportamenti? In tal senso le pratiche ermetiche ed ascetiche, almeno in una fase propedeutica, sarebbero volte a purificare la psiche da certe influenze, memi per l’appunto.

Il Meme nell’Hermetica

Giordano Bruno, in un epoca in cui ancora non si parlava di memi, studiava come certi simboli e certe immagini potessero influenzare gli stati d’animo e i comportamenti umani. Da tali premesse all’applicazione manipolatoria delle azioni altrui il passo è breve.

Nella sua opera”De vinculis in genere” la figura del mago viene descritta come un pescatore di anime mentre nel Mondo Secreto Giuliano Kremmerz sosteneva che l’aspirante iniziato doveva farsi ”ingravidare” dalle idee… già ma da quali?

E in che modo?

Purificarsi dai Memi

Abbiamo già fatto cenno al problema delle purificazioni, che in ambito fisico corrispondevano a purghe, digiuni, bagni rituali. Per l’aspetto psichico si prescriveva il silenzio, l’isolamento, la castità, il ritiro in luoghi bui secondo tempi prestabiliti, per sfruttare certe presunte influenze siderali. Quando però in ermetismo si parla di silenzio non ci si limita alla semplice non emissione di suoni ma all’interruzione del dialogo interno, cosa – ahinoi – ben più difficile. E per quanto riguarda la castità non si intende una mera costrizione fisica con un turbinio mentale di immagini più o meno provocanti trattenute a forza con tutto quello che poi patologicamente può derivare. Si tratterebbe invece di un particolare stato mentale di inappetenza, una pacata e serena mancanza di interesse verso la spinta genesica.

Tutte pratiche, queste, di non facile realizzazione – ma sarebbe da stupirsi del contrario.

Scopo dell’Arte Regia è la genesi dell’uomo nuovo, dotato di facoltà mentali e possibilità fuori dall’ordinario. Tornando all’ermetismo secondo l’approccio kremmerziano si fa cenno, nel rapporto tra magister e discepolo, ad un particolare “contagio psichico” indispensabile per attivare certi principi interni. L’autore in questione scriveva tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, in un epoca in cui la psicologia, affrancata dalla filosofia, muoveva i primi passi verso una visione più scientifica della psiche.

Nella sua trattazione della filosofia ermetica pratica (magismo evocatorio) fa cenno a “simil nature” cioè pensieri bassi o indesiderabili parto della propria mente o di menti altrui con i quali il novizio va a scontrarsi durante il suo cammino verso la Luce. Se tra gli assunti di base della propedeutica ermetica si tratta di purificarsi da certi memi, quindi affrancarsi da quelle idee e comportamenti attribuibili al senso comune sarebbe inoltre importante attrarre quelle influenze erranti, geni, demoni (in senso pagano, per cui non diavoli), eoni… capaci di ispirare, elevare e istruire il novizio.

Memi e Rituali

A tale scopo esistono specifiche rituarie. Procedure complesse nelle quali, secondo tempistiche astrologiche specifiche,si bruciano determinati profumi per catalizzare stati emotivi,si declamano carmi per alterare la respirazione e si tracciano e visualizzano particolari segni,sigilli e diagrammi a scopo evocatorio. Ma evocatorio di cosa?

Tralasciando le immagini da romanzo gotico o da film horror, può accadere in qualche caso l’irruzione di qualche fenomeno allucinatorio o qualche trance dagli effetti deliranti; più spesso possono verificarsi semplici aperture mentali, intuizioni, prese di coscienza… quella che in gergo viene chiamata intelligenza ermetica .

Quell’intelligenza sagace e penetrativa che permette di leggere tra le righe i testi simbolici e allegorici degli antichi maestri. Non bisogna però farsi ingannare: i testi alchemici e teurgici sono mappe da non confondersi col territorio. Sono memoriali di antichi operatori lontani nel tempo e nello spazio. La grande difficoltà sta nell’attualizzare ciò che è ancora praticabile di queste mappe antiche e quasi dimenticate. Spesso certi sigilli nascondono chiavi operative per accelerare i processi di comprensione, per schiudere la mente a segreti e misteri inaccessibili per gli individui impreparati o inadatti.

Tutto questo secondo la moderna memetica altro non sarebbe che una scelta cosciente a farsi inoculare specifici virus mentali scartandone altri o, ancora di più, come nella fede religiosa, l’idea stessa di voler cercare la verità attraverso un cammino sapienziale attivo sarebbe già l’espressione di un meme già attivo nella nostra mente.

Quindi anche le premesse escatologiche di certe dottrine spiritualiste, aldilà, reincarnazione, metempsicosi, immortalità… condizionate non sarebbero che pie illusioni, o meglio il segno dell’attività di memi… Gli unici in questo caso ad essere capaci di assicurarsi una immortalità condizionata a spese nostre e della nostra libertà.

Tutto questo può dare un senso di disperazione e desolazione.

Ciò che siamo è davvero ciò che vogliamo? In caso di risposta negativa, che cosa vogliamo essere o meglio, che cosa possiamo/sappiamo essere?

Oggi grazie alla diffusione di cellulari e computers i memi hanno potuto colonizzare rapidamente tutte le menti in modo diretto o indiretto. Dietro la compulsiva idea di condividere con tutti qualunque sciocchezza si cela l’azione di memi specifici.

In conclusione, per rifletterci un po’ (o nell’illusione di essere in grado di farlo) ci pare carino lasciare il lettore con una frase di Richard Brodie:

”Non sono necessariamente le idee più utili, più profonde o più vere che tendono a propagarsi con maggior facilità”

Oscar Maganza

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